Andate a dire a una mamma che esce di casa alle sette del mattino e rientra alle sette o alle otto di sera che, l’importante, è la quantità di tempo che trascorre col proprio figliolo. Si spara! Allora, ditele di non pensare subito, appena messo piede in casa, alla cena da preparare, ai letti da rifare, al bagno da pulire e ai vestiti in lavatrice da stendere. Ditele di giocare (bene e con impegno) per almeno venti minuti col marmocchio. Che quello che conta è la qualità del tempo che trascorre con lui, mica la quantità. Ditele poi, dopo tutto questo, che deve anche pensare un po’ a se stessa, al rapporto di coppia e a essere una donna a tutti gli effetti. Perché il bimbo percepisce i suoi stati d’animo e se sente che è contenta, serena e rilassata, sta meglio anche lui. Potrebbe anche mandarvi a quel paese. Sapete cosa penso? Ora che ho smesso di lavorare “fuori casa”? Che la storia della qualità sia, in realtà, un alibi confezionato ad hoc per le mamme lavoratrici di oggi. Uno specchio su cui arrampicarsi per non sentirsi tanto in colpa. Non vi sentite mai in colpa? Io sì, anche adesso che “sono a casa”. Certo, è decisamente meglio avere una buona dose di quantità di tempo da trascorrere col mio bambino; ma se poi lo piazzo per due ore di fila davanti al televisore a guardare i cartoni, sono una madre migliore di quelle che, invece, lavorano (per scelta o per necessità) dalla mattina alla sera? No. Bisognerebbe trovare una via di mezzo, un giusto compromesso ma non sempre è fattibile. Non siamo e non abbiamo storie tutte uguali, no? Ognuna è la sua storia e penso che, a modo suo, sia in grado di gestire il proprio tempo e la propria vita come meglio crede, per sé e per la propria famiglia. E che non sia necessario soffermarsi a pensare se sia meglio la quantità o la qualità del tempo nel rapporto madre-bambino. Ma sia fondamentale, invece, vivere questo rapporto con tutta l’anima, fino in fondo e col cuore in mano. Questo è una mamma, indipendentemente dal tempo che ha a disposizione. Credo.

Un alibi confezionato?!?!
RispondiEliminaDa mamma lavoratrice dico che la qualità è sempre la cosa migliore che ci sia .. piuttosto che la quantità. Se poi c'è quantità di qualità allora ben venga.
Perchè come dici tu ... se poi .. anche se una donna è a casa tutto il giorno, ma con suo figlio non ci sta, non ci gioca, non si ferma a parlare con lui .. allora a cosa serve tutto questo tempo??
Dobbiamo ritaglire un po' di tempo per i nostri figli.. per il marito/compagno .. e non dobbiamo mai dimenticarci di noi e per tutte queste cose ci vuole qualità ... per me trovare della quantità è un lusso.
ciao
Maè
@Mae: Alla fine, mi sembra che diciamo la stessa cosa, no? Sono d'accordo. "Alibi confezionato" riferito ai sensi di colpa che, credo, provino un po' tutte le mamme che si pongono domande sul proprio modo di essere madre. Ciao :-)
RispondiEliminaIo vivo lacerata dai sensi di colpa. Sono una lavoratrice precaria che lavora da casa e, molto teoricamente, può gestirsi liberamentente il suo tempo. In realtà, con il lavoro, quattro figli, un marito e tutti gli impegni quotidiani che noi donne dobbiamo gestirci, spesso finisco col sentirmi inadeguata praticamente in tutto quello che faccio. Se lavoro troppo mi sento in colpa con la famiglia, se sto con la famiglia mi sento in colpa col lavoro, se dedico un po' di tempo a me stessa (evento raro come l'eclissi di sole...) mi sento in colpa con famiglia e lavoro. Quindi non so dirti...forse l'ideale è ..."quantità della qualità"? Mah, scappo che devo stentedere il maglione preferito di mia figlia mentre aiuto il piccolo a ripassare le tabelline e mando una mail con l'altra mano. Prima però mi stendo la maschera idratante per il viso che mentre faccio queste cose sta in posa.........
RispondiEliminaAnna
Io credo che la qualità sia una grossa balla che si sono inventati per appiattire i nostri sensi di colpa. O ci sei o non ci sei, punto.
RispondiEliminaPoi che uno non possa fare altrimenti è un altro discorso, ma non raccontiamoci che una sana mezz'ora di giochi serali possa colmare il vuoto, io non ci credo nè come mamma nè come pedagogista.
Non sono nemmeno un'allarmista che grida a chissà quali traumi possano incontrare i nostri figli stando, magari, con i nonni, però non mi racconto balle. Io lavoro da casa, con grande fatica, con l'aiuto di una tata, però i miei figli sanno che sono lì. So bene che non tutti possono fare questa scelta, però anche davanti al televisore, se tu ci sei fa la differenza.
Se pensi che a Milano c'è l'asilo nido notturno per chi vuole godersi una serata a due senza intoppi. Il pupo lo ritiri al mattino...ecco, a questo sono contaria davvero, fosse anche per lavoro, penso ci si dovrebbe organizzare diversamente!
vistodalei.splinder.com
Sull'asilo notturno sono assolutamente d'accordo con te Arianna, ma per il resto no, non credo proprio che per il lavoro ci si dovrebbe organizzare diversamente .. o almeno non è sempre fattibile. Certo tutto si fa ..ma non credo che si possi sempre rinunciare ad uno stipendio, ed anche se fosse non credo che una donna debbe rinunciare al suo posto di lavoro. Certo che i miei figli sarebbero contenti di stare sempre con me, ma sono anche convinta che gli faccia bene stare con i nonni .. e questo l'ho imparato con il tempo, sono molto possessiva :)
RispondiEliminaMae il fatto di organizzarsi diversamente era riferito all'asilo notturno, ovviamente.
RispondiEliminaSo bene che non si può rinunciare al lavoro e che un sano distacco dalla mamma è salutare, il tutto sta nel valutare quante ora il bambino sta dai nonni o chi per loro, tutto lì, consapevole anche del fatto che il lavoro è sacrosanto e non vi si può rinunciare o non lo si vuole (scelta altrettanto legittima, intendiamoci).
Insomma, come al solito, le mamme devono conciliare un sacco di cose!
scusa non avevo capito :) Allora resto d'accordo con te su tutto :)
RispondiEliminaciao
Maè
... scusa Anto .. se ogni tanto mi accomodo e faccio salotto a casa tua ;D
@Anna: Sono un po' nella tua situazione anche se ho solo un figlio. "Quantità della qualità"... non sarebbe male. Per ognuna di noi. Ma qualità sotto tutti gli aspetti: per la famiglia, per il lavoro e per noi stesse. Comunque, se riesci a metterti la maschera idratante mentre ripassi le tabelline e stendi, complimenti! Vuol dire che sei davvero "organizzata", dunque non pensare ai "sensi di colpa", anche se non sempre è facile.
RispondiElimina@Arianna: Hai toccato il punto. Il tempo per i figli. Personalmente sono più serena da quando "lavoro" (chiamiamolo così anche se per ora non guadagno una cippa) da casa. Sono più tranquilla perchè se voglio portare il Trappolino a una festa di compleanno del suo compagno d'asilo posso farlo, se deve andare dal dentista posso prenotargli l'appuntamento in base alle sue esigenze e non alle mie, se lo porto a giocare ai giardinetti, sono io che lo faccio sedere sulla panchina a fianco a me, che gli do la merenda e che con un fazzolettino di carta gli asciugo i capelli che è fradicio da tanto che ha sudato. E non la tata. Però sono anche convinta che per una donna (una mamma) sia fondamentale lavorare (anche fuori casa) indipendentemente dal fatto che sia una scelta o una necessità. Non sono completamente d'accordo con coloro che dicono che per amore si possa rinunciare completamente a se stesse, ai propri sogni e ai propri desideri. Posso capirli ma rimango del parere che sia preferibile rinunciare a qualcosa di sè non necessariamente per amore (verso i figli o verso un compagno) ma facendolo per amore verso di sè e, soprattutto, CON amore.
@Maeva: Sai che puoi "accomodarti" qui quando vuoi. Mi fai solo piacere! ;-)